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La vita è fatta di tanti momenti, come tutti sappiamo: momenti nei quali sembra che tutto sia perfetto, nei quali ogni elemento si incastra alla perfezione, ogni pezzo del puzzle che stiamo componendo sembra andar bene fin dal primo tentativo.

Esistono poi momenti in cui, invece sembra che tutto ci remi contro: i soldi non bastano mai, arriva sempre qualche imprevisto che non ci permette di goderne per cose frivole o semplicemente piacevoli; le relazioni amicali scarseggiano e ci si riesce a vedere molto sporadicamente ci si sente insoddisfatti, il lavoro risulta pesante e fonte di stress o non si riesce a trovarne uno che faccia a caso nostro; la relazione di coppia non funziona nonostante si stia facendo del proprio meglio o non si riesce a trovare una persona con cui fare dei progetti e vivere l’età adulta con le responsabilità che comporta… Insomma, ovunque ci si giri sembra che non ci sia uno spazio in cui ritrovare la felicità e la spensieratezza.

Ci si può trovare in una condizione di solitudine, di tristezza dalla quale si vorrebbe uscire senza sapere in che modo.

Troppo spesso accade che ci si trovi in balia degli eventi esterni, quindi se le cose girano come noi consideriamo ci sentiamo bene, se invece ci troviamo in momenti di caos allora ci si deprime e si entra in un circolo di pensieri negativi che girano all’infinito.

Come possiamo affrontare i periodi difficili?

La prima cosa che occorre fare nei processi di ricostruzione è “accettare” la condizione dalla quale si sta partendo. Quali sono gli errori che ho fatto per trovarmi in questa situazione?

E’ da qui che posso ripartire, da me e da quello che è sotto il mio potere “ME STESSO”.

Imparo dagli errori del passato, vedo le mie mancanze, perché sulle mie mancanze io posso agire e modificare quello che di me non serve più a creare delle circostanze positive nella mia vita.

Alcuni difetti caratteriali possono essere stati funzionali ed utili per un certo periodo della nostra vita, ma quando ci rendiamo conto che hanno iniziato a creare solo disordini dovremmo essere disposti a lavorarci su , a smussare certi lati o ad eliminare alcuni comportamenti ormai nocivi.

Tutti gli eventi esterni hanno una parte nella quale noi possiamo intervenire ed agire: il filtro percettivo di ciò che accade, infatti è solo nostro, ed è su questo che noi possiamo intervenire.

Ripartire da quello che c’è e valorizzarlo è fondamentale per riempire di entusiasmo il nostro nuovo cammino: ognuno possiede qualcosa di bello nella propria vita, ma a volte siamo talmente indaffarati e concentrati su quello che non c’è o che non funziona, da non permetterci di godere a pieno del bello e del positivo, creando in questo modo anche la perdita di ciò che è buono.

Ripartiamo da ciò che ci soddisfa e cerchiamo dentro noi stessi:

Che cosa ci piace? Cosa ci rende felici?

Ripartiamo dal buono e costruiamo il nostro futuro così come lo avremmo voluto. Miglioriamo la nostra persona lavorando su noi stessi, continuiamo a conoscerci e migliorare ciò che di noi non ci piace, iniziamo a rallentare.

Non riempire più il tempo di lavoro o impegni significa anche riuscire a fermarsi semplicemente a sentire:

Come sto? Mi sento bene nella mia pelle? Cosa posso fare oggi per rendermi felice?

Non deleghiamo più la nostra felicità a terzi o ad eventi esterni, perché la felicità è a portata di mano ogni giorno se ce lo permettiamo.

I pensieri andrebbero educati così come quando siamo in palestra e alleniamo il nostro corpo: iniziamo a prendere coscienza dei nostri pensieri: Cosa sto pensando ora? Ho pensieri postivi o negativi?”

Ne prendo atto e cerco di invertire la rotta ed inserire pensieri buoni su me stesso e la mia vita.

Da qui riparto e giorno per giorno vado incontro ad un futuro che ha bisogno di cure giornaliere per sbocciare , ma soprattutto lascio sbocciare ogni giorno in cui vivo.