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Quest’anno, troverete sul mio sito differenti proposte laboratoriali, nelle quali il counseling a mediazione artistica e differenti attività verranno legate tra loro.

Il primo laboratorio che sto proponendo in collaborazione con Marianna Farci e la Culla del Tempio, riguarda una fusione tra gioco e mediazione artistica, ma vediamo meglio di cosa si tratta. Durante il mio percorso universitario, grazie ad alcune lezioni di “metodologia del gioco e del lavoro di gruppo” tenute dal professor Enrico Euli, mi resi conto di quanto il gioco avesse un ruolo importante nella mia vita e nelle relazioni che instauravo con i colleghi ed in generale. Stando dentro la cornice ludica io potevo essere realmente me stessa, non avevo più bisogno di indossare delle maschere, ed anche se tentavo di apparire “migliore”, questo veniva assolutamente messo in luce nello svolgimento dei giochi proposti.

Vivendo in prima persona queste sessioni di gioco, ho notato la similitudine con i contesti “terapeutici”. Durante le lezioni ogni studente era invitato a riflettere sulle dinamiche ludiche e come le avesse vissute. Personalmente, passavo tutto il viaggio di ritorno, dalla facoltà a casa, a pensare e scoprire una me stessa completamente diversa da quella che pensavo di essere.
Dopo la laurea ho preso la decisione che non avrei smesso di giocare, così per sette anni sono stata in un gruppo di clown terapia e gli tre anni mi sono occupata delle formazioni , ampliando le mie osservazioni sulle dinamiche di gruppo e come il gioco influisca sulle persone.

L’ultimo step prima di queste esperienze laboratoriali è stato il master in Counseling Gestaltico a Mediazione Artistica. Il gioco si sposa perfettamente coi percorsi di crescita personale e rende il tutto più divertente, senza perdere di vista i propri obiettivi di “ricerca” o “scoperta”.

I laboratori cominciano così, attraverso diverse tipologie di gioco (non giochi da tavolo) intervallate da considerazioni personali e confronti col gruppo formatosi, andando in crescendo, sino ad arrivare all’utilizzo di un mediatore artistico (colore, scrittura, argilla, etc…) che consente di rendere concreto ciò che si prova senza utilizzare la verbalizzazione, semplicemente l’espressione di ciò che abbiamo dentro senza il filtro della parola.

Lo scopo di questi laboratori è l’aumento del benessere personale a livello emotivo (oltre che fisico), dato non solo dal viaggio dentro se stessi, ma dalla tipologia delle relazioni che vengono a crearsi all’interno dei gruppi di lavoro. Anche se non potremo parlare di completa “autenticità”, si può sperimentare all’interno del gruppo (luogo protetto e sicuro), la possibilità di esprimersi per chi si è realmente e mettersi in gioco con gli altri senza le solite dinamiche che si cerca di tenere nascoste (è una bella sensazione di libertà).

Per maggiori informazioni contattami alla mail info@counselisa.it oppure scrivimi attraverso la mia pagina Facebook .