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L’esperienza lavorativa di questi ultimi anni mi riporta a scrivere sul blog con rinnovata attenzione alla pedagogia Montessoriana applicata ad ampio raggio, ma prima di cominciare il discorso vorrei fare presente cosa si intende per “Pedagogia Montessori”.

Scrive Marie Helen Place nel suo libro “La guida di attività Montessori 0-6 anni”:

”La genialità di Maria Montessori, fondata sulle conoscenze scientifiche , le ha consentito di elaborare una pedagogia nuova, avviando una rivoluzione nel mondo dell’ educazione, oggi più che mai opportuna. In quanto adulti il nostro ruolo consiste nell’accompagnare l’evolversi della mente del bambino.

Dal momento della nascita, il neonato entra in un periodo straordinario quanto alla capacità di apprendimento, che durerà fino a sei anni. E’ quello che Maria Montessori denomina “la Mente assorbente”.

Il periodo che intercorre dalla nascita all’infanzia è particolarmente adatto agli apprendimenti e anche a quella che può essere definita come acquisizione di un’“immagine positiva di se stessi”.

Noto spesso bambini con una scarsa stima già dalla più tenera età, perciò mi sono interrogata sulle cause di questo fenomeno sempre più frequente, e la risposta che mi sono data è stata proprio quella della mancanza di autonomia nei bambini.

Oggi i genitori sono molto più impegnati in ambito lavorativo  rispetto a tempo fa, e quando stanno in compagnia dei propri figli vivono il senso di colpa per non avere dedicato loro abbastanza tempo nella giornata. Il risultato di tutto questo è un tipo di educazione eccessivamente accomodante nella quale i bambini vengono anticipati, bloccando quelli che dovrebbero essere gli apprendimenti propri di quei periodi.

Col passare del tempo la mancata frustrazione che doveva essere legata a nuovi apprendimenti, si trasforma in una frustrazione derivata dal “non saper fare”, che abbassa i livelli di autostima e non aiuta nella creazione di un senso di efficacia e di benessere del bambino.

Andiamo a vedere le modalità di apprendimento del bambino dai 0 ai 6 anni:

La fase 0-3 è quella inconscia, quindi il bambino apprende inconsapevolmente tutto ciò che si trova nel proprio ambiente in maniera semplice con estrema facilità e fluidità, dato che la mente è molto attiva in questo periodo.

Nella fase successiva (3 -6 anni), gli apprendimenti sono intenzionali ed il cervello è in grado di analizzare, interpretare e classificare le informazioni acquisite utilizzando delle categorie ben strutturate.

Il gioco è il principale maestro del bambino: attraverso questo, e l’utilizzo dei sensi la mente viene costruita progressivamente.

Tutto ciò serve a far comprendere in maniera più approfondita quanto i bambini si adattino a differenti  tipi di apprendimento durante l’infanzia e quanto, invece, in tanti casi, non si diano tempo e spazi necessari.

Quest’anno mi sto occupando di sviluppare progetti di educazione emotiva presso alcune scuole primarie e mi sto impegnando ad osservare e ricercare costantemente giochi ed attività che consentano ad i bambini di ampliare il vocabolario emotivo, e prendere consapevolezza di pensieri sottostanti alle emozioni e gestione della loro intensità.

Essere responsabili di pensieri ed emozioni e allenarsi a diventarne padroni è fondamentale per il processo verso il divenire adulti autonomi ed equilibrati.

Pur appartenendo al secolo scorso, ritengo che la pedagogia di Maria Montessori sia utile oggi più che mai: abbiamo bisogno di nuovi cittadini capaci di “fare”, con una buona autostima e che possano fare la differenza in un periodo storico difficile come questo , perciò, sostengo che la pedagogia Montessori possa essere un buon punto d’inizio educativo.