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Vi è mai capitato di pensare a qualcosa che occupa completamente la vostra mente?

Senza rendersi conto ci si trova a pensare alla stessa cosa, spesso con risvolti tragici per ore, e pensiamo a mille possibili soluzioni a quella situazione senza mai venirne a capo del tutto.

Alcune volte le ossessioni riguardano persone, altre situazioni o problematiche che cerchiamo di risolvere e sulle quali, attraverso la fissazione , abbiamo l’illusione di mantenere il controllo.

Ma è davvero così? La risposta è no.

Cosa c’è dietro un pensiero ossessivo? Qualcosa che non vogliamo vedere e affrontare, che riguarda la nostra vita e la nostra persona.

Avere un pensiero che ci assorbe serve a deflettere, serve a mettere la testa sotto la sabbia rispetto ai problemi che ci riguardano e ai quali siamo noi a dover impiegare l’energia per risolverli.

Facciamo un esempio: molto spesso la vita delle donne ruota intorno alle relazioni sentimentali, e l’incapacità di vivere l’impermanenza delle cose (accettare che tutto ha un inizio e un termine) le porta a cercare di risolvere tutti i problemi del loro partner o della loro coppia, utilizzando tempo ed energie e ossessionando la propria vita su tutto ciò che riguarda la loro idea di come dovrebbe essere il loro partner o come dovrebbe andare la loro relazione per farla diventare “eterna” o per lo meno, per far sì che duri nel tempo.

Che cosa accade realmente? La persona che pone il focus sul comportamento del partner starà male, si ossessionerà e proverà spesso ossessione e impotenza rispetto a ciò che non potrà mai controllare: la vita e il comportamento di un’altra persona.

Questo modo di agire e vivere viene scambiato per amore, per altruismo, ma in realtà è egoismo, paura dell’abbandono e fuga.

Si fugge dalla propria vita, dai propri impegni, perché spesso stare nel qui ed ora diventa troppo pesante.

Che idea abbiamo di noi stessi? E’ facile la solitudine o abbiamo paura dei nostri sentimenti di inadeguatezza sul lavoro, in ambito sociale , etc…?

Ciò che ci permette di uscire da questo circolo vizioso è  “stare nel momento presente”.

Il presente e la sua accettazione è tutto ciò che ci serve per imparare pian piano ad essere sereni.

Quando viviamo nel presente siamo a contatto coi nostri pensieri, le nostre emozioni e sensazioni. All’inizio può essere difficile perché non siamo abituati, ma in fin dei conti è solo questione di allenamento.

Quando arrivano i pensieri dai quali scappiamo attraverso le ossessioni, possiamo provare a respirare e chiederci:

“ Che cosa non voglio vivere in questo momento, cos’è che fa paura o fa male?”

Già prendere consapevolezza di ciò che sta accadendo è il primo passo per la soluzione del problema.

Il passo successivo è guardare i pensieri ossessivi e lasciarli scorrere: “Non sono abbastanza bravo” , “Non sono abbastanza interessante”, “Non sono abbastanza bello”, “Ho un brutto naso (pancia/ braccia/ gambe/ seno , etc…)”.

Prendiamo atto che fino ad oggi questi pensieri ossessivi ci sono serviti a scaricare momentaneamente la tensione attraverso il lamento, ma ora hanno perso la loro attrattiva e la loro efficacia. Ora ci portano ad avere stati d’ansia, a non accettarci e non ci permettono di vivere la nostra vita e il nostro vero valore in quanto persone uniche ed irripetibili.

Andiamo allora al passo susseguente: La sostituzione dei pensieri negativi con quelli positivi: “Sono davvero in gamba! “ , “Sono bello, unico e prezioso”, “Sono un persona interessante e gli altri mi apprezzano” , “Il mio corpo è bellissimo esattamente così com’è”.

L’allenamento a questi pensieri, ci porterà ad uscire gradualmente delle ossessioni e vivere ancorati alla realtà, trovando il bello nel momento presente.

La parte finale e risolutiva è l’azione.

Ho difficoltà ad accettare la mia sensazione di inadeguatezza sul lavoro?

Bene, cosa mi occorre per migliorarmi? Un corso di specializzazione? Una migliore autostima?

Ora è il momento di agire e trovare risposta alle domande che mi sono posto.

Queste piccole azioni porteranno, giorno per giorno, ad imparare ad avere cura di se stessi e cambiare per andare incontro a ciò che desideriamo.

Le ossessioni diventeranno solo un ricordo, e anche quando proveranno a riatechire, sapremo già che cosa fare per porvi rimedio.

Essere arrabbiati con noi stessi perché non siamo come vorremmo non porta nessun tipo di miglioramento, mentre l’accettazione è la chiave verso una vita molto più ricca e luminosa.