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Durante la stesura dell’ultimo argomento che ho proposto sull’importanza degli errori durante la crescita, ho riflettuto su un altro tema a me molto caro, ovvero il lavoro che ogni insegnante/ educatore/ genitore sarebbe opportuno facesse nel proprio percorso di vita.

Avere cura di un bambino non è un processo semplice, almeno per quanto mi riguarda, è capitato molto spesso che mi chiedessi come facessero i miei piccoli alunni a toccare costantemente i miei “punti deboli”. La risposta che mi sono data è stata la seguente: ogni volta che accade di avere una reazione emotiva eccessiva rispetto a un fatto accaduto, significa che è possibile che sia appena stato toccato un tassello del proprio passato; è sempre qualcosa che ha a che vedere con noi e i bambini che siamo stati, con qualcosa che è stato fatto o qualcosa che non ci si è concessi in passato.

Provo a fare un piccolo esempio pratico di che cosa io intenda come “reazione emotiva eccessiva” rispetto ad un fatto accaduto. Supponiamo che un bambino stia urlando mentre gioca in aula; la reazione che alcuni insegnanti hanno è un “fastidio molto accentuato” che li porta ad alzare altrettanto la voce per far cessare l’urlo nel più breve tempo possibile. Ripensando al mio passato, ricordo perfettamente che sollevare la voce in casa non fosse una cosa ben accetta, perciò mi sono chiesta: “la mia difficoltà nel sentire toni di voce alti arriva dal mio passato di bambina non eccessivamente rumorosa”? Ho pensato di proporre un gioco nel quale fosse reso lecito l’urlo: questo gioco è molto utile nel momento in cui ci sono dei conflitti in corso tra i bambini e si voglia far venire fuori la rabbia sino a farla estinguere.

Il titolo del gioco è “SI e NO”: ci sono due partecipanti che si dispongono uno di fronte all’altro; si parte utilizzando un tono della voce molto basso fino ad arrivare alle urla. Un bambino dice di “si” e altro risponde di “no” a tono. Mentre i miei alunni svolgevano un gioco divertente e funzionale alla chiusura del conflitto in corso, io ho potuto sperimentare le mie emozioni durante l’utilizzo dei toni più alti, raggiungendo nuove consapevolezze sulla persona che sono oggi e i collegamenti con la mia infanzia.

Sarebbe auspicabile un percorso che preveda un aiuto nell’essere consapevoli, istante dopo istante, di ciò che proviamo stando a contatto con i bambini, in modo da riuscire a scindere ciò che davvero riguarda la loro educazione e ciò che invece riguarda il nostro bambino interiore. Ovviamente, non ci saranno percorsi di consapevolezza perfetti e lineari; ciò che conta è che ogni giorno si cresca insieme e non si perda il desiderio di migliorarsi, per noi stessi e per i bambini che siamo impegnati ad educare.