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Durante le giornate passate in classe coi miei piccoli alunni mi sono spesso chiesta cosa fosse davvero importante nell’insegnamento. Il lato cognitivo ha da sempre avuto un ruolo privilegiato anche nella scuola dell’infanzia: anni fa si pensava che i bambini dovessero “solo giocare”, poi ci si è concentrati sull’utilizzo delle schede didattiche, imparando a discriminare destra e sinistra, alto e basso, insiemi, pre-calcolo e pre-scrittura.  Queste sono tutte cose importanti per la crescita dei piccoli, ma sono abbastanza? Di cosa hanno bisogno i bambini per crescere più sicuri, per accrescere la loro autostima ed il loro benessere?

La risposta che ho trovato è stata questa: lavorare su corpo ed emozione attraverso il gioco e i mediatori artistici, instaurare rapporti reali vivendo il “qui ed ora” insieme.

Il compito che svolgiamo come insegnanti porta ad essere un esempio dal quale imparare a rapportarsi nel mondo e nella vita. La crescita perciò riguarderà anche il lato cognitivo senza trascurare ogni altro lato delle persone che sono. Il Lavoro che ho svolto durante quest’anno scolastico, in relazione con piccoli alunni con differenti problematiche, mi ha portata a curare in primo luogo “la cornice” delle relazioni che costruivo con loro, giorno dopo giorno. Diminuire l’ansia data dai compiti svolti e tante, tante risate. Rendere leciti gli errori e valorizzarli, dato che saranno i mattoncini attraverso i quali impareranno tante lezioni di vita.

Preparare i bambini a diventare delle persone più consapevoli di ciò che sono, dei propri talenti e delle proprie difficoltà. Questa per me è la formazione.