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Siamo arrivati alla quarta ferita, quella del tradimento. Questa insorgerebbe tra i due e i quattro anni, col genitore del sesso opposto; sarebbe una ferita legata alla violazione di aspettative non corrisposte o promesse non mantenute. Questo tipo di sofferenza ha collegamento con quello che Freud aveva definito come “Complesso di Edipo”. Intorno ai quattro anni il bambino tende a volere il genitore del sesso opposto tutto per sé, non vorrebbe dividerlo proprio con nessuno.

E’ di fondamentale importanza che i genitori cerchino di rimettere il bambino al proprio posto, ovvero quello di figlio, con delicatezza e facendo notare quanto la figura dell’altro genitore sia ugualmente importante. Se la madre o il padre diventano eccessivamente possessivi nei confronti dei propri figli, può accadere che il complesso di Edipo venga vissuto male e il piccolo o la piccola comincino a credere di poter sostituire il genitore dello stesso sesso e rendere felice il genitore del sesso opposto. Per questo è molto importante che i genitori siano coesi e mantengano la loro posizione di madre e padre e soprattutto di coppia.

Quando parliamo di tradimento allora? Ogni qualvolta la fiducia del bambino viene tradita: una parola data e non mantenuta, un’aspettativa non corrisposta, possono creare questo tipo di problematica nel piccolo, non per forza eventi eclatanti e traumatici.

L’autrice Lise Boubeau, ci parla della presenza della maschera del controllore che compare in chi vive ripetutamente quest’esperienza di tradimento, per cui si inizia a controllare le azioni altrui per cercare di prevenire la riapertura di questa ferita, cercando di assicurarsi e rassicurarsi affinchè   gli altri non tradiscano la nostra fiducia e si comportino in maniera responsabile.

Pian piano la paura dirige le azioni della persona ferita e aumenta l’ossessione verso il controllo e le aspettative nei confronti di se stessi e verso gli altri, creando un circolo vizioso.

Come possiamo immaginare, non è possibile controllare tutto e tutti, e soprattutto crea nelle persone molta sofferenza, una diminuzione di autostima nei propri confronti e sfiducia verso l’esterno : bisogna saper distinguere ciò che sono le nostre aspettative da ciò che invece siamo e gli altri sono.

Siamo tutti fallibili e liberi di sbagliare, fare le scelte che riteniamo corrette per noi stessi e tornare indietro se pensiamo di aver sbagliato, possiamo correggerci ogni volta che lo riteniamo opportuno, per questo è importante rendersi conto di quanto sia “assurdo” il pensiero che tutti debbano fare ciò che ci aspettiamo, come noi abbiamo deciso e coi nostri tempi…è decisamente folle!

Tendenzialmente chi soffre di questa ferita tende a tradire per primo: lascia andare progetti importanti, non tiene la parola data e mente a se stesso, credendo e professando di essere una persona corretta e che non mente mai, in realtà è il primo a tradire la propria fiducia e spesso quella altrui.

Questa ferita può dirsi in via di guarigione quando si comincia a lasciar andare la presa: iniziano a diminuire le aspettative verso sé e gli altri, adattandosi molto di più a ciò che capita nel mondo esterno, dedicandosi  a cercare di volersi bene piuttosto che occupare il tempo ad controllare ciò che fanno gli altri.

E’ molto importante cominciare a scindere ciò che dipende da noi e ciò che invece non è nostro compito: lasciamo andare il desiderio di essere riconosciuti dall’esterno e riponiamo la nostra attenzione a diventare la persona che avremo sempre voluto essere senza massacri nei nostri confronti; iniziamo a trattarci come se fossimo i nostri migliori amici.