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Abbiamo visto nell’ultimo articolo come la dipendenza affettiva possa intaccare anche i contesti lavorativi e chi si trova nel loro interno. Vivere in funzione del lavoro non è costruttivo e benefico per le persone come ogni altra dipendenza: anche in quello che potrebbe essere uno spazio nel quale crescere, sentirsi soddisfatti ed entusiasti per i propri miglioramenti, si tende ad entrare in pensieri negativi, veri e propri loop, nei quali le giornate diventano un forte stresssi sta attenti ai modi nei quali il capo ci parla, ai minimi cambiamenti di umore che potrebbero significare la perdita del lavoro o qualche cosa di grave. Può accadere che si tenda a fare collegamenti con le esperienze lavorative passate, ingigantire gli errori commessi e non sentirsi all’altezza di quel lavoro, sentirsi “non abbastanza”. In questo vortice si cerca di fare sempre di più e sempre meglio e questa modalità  fa perdere la possibilità di provare piacere e sentirsi felici. Vediamo insieme 5 piccoli step che possono aiutarci a uscire da queste situazioni di dipendenza affettiva nei contesti lavorativi.

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Il primo step che può aiutare ad uscire da questo circolo vizioso è quello di allenarsi a non agire in funzione delle aspettative altrui. Vi siete mai chiesti come sarebbe la vostra vita se viveste in funzione del vostro auto miglioramento giorno per giorno? Impariamo ad ascoltare i pareri degli altri (positivi o negativi) senza perdere di vista il nostro pensiero e la nostra opinione e ricordiamoci che andiamo bene anche quando sbagliamo;

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Secondo step
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utti quanti abbiamo talenti e capacità che ci rendono unici : iniziamo a riconoscere da soli il nostro valore e permettiamoci di progredire senza cercare la perfezione ( perché non esiste!) o l’approvazione esterna;

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Terzo step
: Diamoci il permesso di non dover piacere a tutti
: a noi per primi non piacciono tutti; ci sono persone con le quali  abbiamo maggiore affinità e persone con cui non condividiamo quasi nulla, simpatie ed antipatie sono una cosa naturale;

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Quarto step
: Smettiamo di fare paragoni con gli altri
: Ci sarà sempre qualcuno più talentuoso, più bello, più simpatico! Abituiamoci all’idea di andare bene così come siamo, impariamo a coccolarci e volerci bene. Sviluppiamo l’autostima e iniziamo a fare paragoni solo con noi stessi (Com’ero ieri? Come sono oggi? In cosa posso migliorare? Quali talenti ho sviluppato e su quali difetti devo lavorare?)

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Quinto step
: Mostriamoci per ciò che siamo
. Abbiamo la convinzione che se smettiamo di fare compulsivamente e smettiamo di farci carico anche dell’altrui lavoro, gli altri avranno meno considerazione di noi? Questa è una falsa convinzione, infatti è vero il contrario: iniziando a costruirci una vita nella quale non esista solo il lavoro, verranno fuori impegni ed hobby ai quali non vorremo rinunciare ; queste nuove attività non faranno altro che migliorare la stima che abbiamo di noi stessi e farci provare più piacere nel vivere la nostra vita. Una persona con una buona stima di se stessa viene maggiormente apprezzata all’esterno ma soprattutto si apprezzerà anche da sola. 

Non vi aspetta che provare! Attendo testimonianze di persone che hanno scelto di essere felici anzi che piacere a tutti.

come uscire dalla dipendenza affettiva nei contesti lavorativi